Him.Co di Fossò, a rischio 95 posti di lavoro: appello ai grandi marchi del lusso
Sindacati e istituzioni chiedono una cordata di imprenditori o l’intervento dei marchi Celine, Chloé e See by Chloé per rilevare l’azienda calzaturiera e salvare i dipendenti. La Regione convocherà l’Unità di crisi il 14 ottobre

Per cercare di salvare i 95 posti di lavoro nell’azienda Him.Co Spa di Fossò parte un appello di sindacati e istituzioni alle griffe che per anni e anni hanno commissionato lavoro allo stabilimento: «Comprate l’azienda e internalizzate gli operai e gli impiegati rimasti».
Him.Co Spa è un’azienda che si trova in zona industriale a Fossò e negli anni scorsi era arrivata a contare oltre 200 dipendenti. Poi, dal 2024, il lento declino e i dipendenti si sono ridotti a un centinaio (di cui quasi metà sono impiegati). Da sei mesi i dipendenti sono in cassa integrazione, ma l’azienda ai sindacati ha comunicato che da fine novembre ha deciso di chiedere gli ammortizzatori sociali per cessata attività.
I sindacati hanno chiesto così l’immediata convocazione dell’Unità di crisi regionale per poter affrontare la possibilità di una vendita del sito e il perseguimento di una politica di reindustrializzazione.
«La richiesta di convocazione dell’unità di crisi», sottolinea Francesco Mulzer di Filctem Cgil, «è stata accolta e si terrà il prossimo mercoledì 14 ottobre. Nel frattempo si sta lavorando affinché si faccia avanti una cordata di imprenditori o ancor meglio le griffe stesse che possano acquistare la struttura e internalizzare i lavoratori. Dipendenti che altrimenti rischiano il licenziamento». Fra le griffe con cui la Him.Co era in stretto legame produttivo ci sono ad esempio Celine, Chloé e See by Chloé.
Il distretto della Riviera produce prevalentemente scarpe di lusso da donna, conta circa 10.000 dipendenti, 500 aziende e un fatturato di circa 1,8 miliardi di euro. I grandi marchi se da un lato finora hanno commissionato lavoro sicuro ai committenti, all’arrivo della crisi e della contrazione di mercato hanno internalizzato il lavoro, togliendo così commesse alle aziende contoterziste. L’invito, neanche tanto velato, è quello di far acquistare tutto il sito produttivo dai grandi marchi in una operazione che però non deve essere una svendita.
Nei prossimi giorni a organizzare un incontro con i vertici aziendali e i sindacati per cercare di trovare una soluzione alla chiusura vi sarà anche il sindaco di Fossò Alberto Baratto, preoccupato ovviamente per le ricadute occupazionali e sociali sul territorio se si arriverà alla chiusura della fabbrica.
Il sindaco di Stra Andrea Salmaso, che è presidente della Conferenza dei sindaci, condivide lo sforzo delle parti sociali per evitare una chiusura rovinosa dell’azienda di scarpe: «Lo sforzo che si sta tentando di portare a buon fine, facendo acquistare l’azienda a uno dei marchi con cui Him.Co ha lavorato finora, va nella giusta direzione. Non è escluso», dice, «che qualche tentativo sia già stato fatto nelle scorse settimane. A determinare però il comportamento delle aziende in questi casi sono quasi sempre le leggi del mercato». La questione sarà affrontata anche alla Conferenza dei sindaci della Riviera.
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