Forte Pepe liberato dal Comune

Ripulito dall’erba alta e affidato al conte Marcello, in attesa di bonifiche e scelte sulla sua destinazione
Di Marta Artico
CA' NOGHERA 10/05/2006 Via Triestina degrado Forte Pepe (C) Bertolin Matteo richiesto da LAZZARINI CA_ NOGHERA 10/05/2006 Via Triestina degrado Forte Pepe
CA' NOGHERA 10/05/2006 Via Triestina degrado Forte Pepe (C) Bertolin Matteo richiesto da LAZZARINI CA_ NOGHERA 10/05/2006 Via Triestina degrado Forte Pepe

CA’ NOGHERA. Finalmente Forte Pepe non è più sommerso dalla vegetazione. Per molti anni è rimasto invaso dall’erba alta, abbandonato a se stesso e a chiunque decida di utilizzarlo come pattumiera per scaricarci oggetti ingombranti e spazzatura di vario genere.

Stiamo parlando del gioiellino militare di Ca’ Noghera, grande due volte Forte Cosenz, che si trova (per chi riusciva a vederlo) ai margini di via Triestina, sulla sinistra andando in direzione Jesolo.

Eppure accedervi è stato a lungo, specialmente negli ultimi quattro, cinque anni, quasi impossibile. Farsi largo tra la folta vegetazionera un’impresa assai ardua. Una volta varcata la soglia e superato il tragitto che separa il cancello dal forte, qualche centinaio di metri da percorrere muniti di stivali, non si sapeva bene che cosa ci si poteva trovare all’interno. Tutti i forti sono stati presi in mano da associazioni (forte Bazzera a Tessera), o dallo stesso Comune o ancora dal Dopolavoro della Regione, il bastione militare di Ca’ Noghera invece è rimasto in balia di chiunque decidesse di passarci la notte e appropriarsene per i più svariati utilizzi.

Anni addietro all’interno dell’area del bastione, era stato trovato un uomo morto, e sono in molti a sostenere che il luogo sia stato utilizzato dalla mala del Brenta. Eppure ha un alto valore culturale, oltre che storico, e si trova in linea d’aria a pochi metri dalla zona archeologica di Altino, sito vincolato. Progetti e idee ne sono state lanciate tante, ma sono tutte rimaste su carta.

Da poco invece, l’assessorato al Patrimonio l’ha preso in mano, ha sfoltito la vegetazione, ha tagliato l’erba (che non è per nulla poca cosa), l’ha ripulito. Operazione effettuata per poterlo accatastare, così come tutti gli altri “pezzi” del campo trincerato. I carotaggi hanno confermato quanto già si sapeva da anni e cioè che è inquinato, essendo stato a lungo la pattumiera di Venezia. «Adesso» spiega l’assessore al Patrimonio, Bruno Filippini «faremo un accordo con il conte Marcello, che ha le sue proprietà e l’oasi al confine con il Forte, il quale lo sorveglierà fintanto che non decideremo come utilizzarlo. Ci sono problemi di sicurezza, i bracconieri entrano all’interno e fanno il disastro, il conte se li trova fin sotto la porta di casa». Il conte Marcello dunque, sorveglierà il sito e lo terrà in ordine, fino a che il Patrimonio non avrà deciso come renderlo vivo e frequentato. Prima dovrà essere bonificato e disinquinato.

«E’ un posto splendido», precisa Filippini, «il primo edificio è intatto: c’è l’ipotesi di spostare le colonie di gatti da Forte Marghera e realizzare un gattile lì, ma dobbiamo discutere con le associazioni». Per ora dunque, nulla di deciso, ma la strada è avviata.

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