Ferri: «Aiuterò i compaesani e fare valere i propri diritti»

MARTELLAGO. Alberto Ferri è il candidato sindaco delle liste “Con Ferri si può fare” e “Lega Nord”.
Perché si è candidato a sindaco di Martellago?
«Sono un avvocato e ritengo che il mio mestiere sia fra i più nobili e antichi del mondo: aiutare e difendere la gente a far valere i propri diritti. Con gli amici e le amiche di liste, ci siamo posti quest’obiettivo, mettendo a disposizione la nostra esperienza maturata nei rispettivi ambienti di lavoro».
Quali saranno le prime tre cose concrete che farà nei primi cento giorni se sarà eletto?
«Dimostrare che il sindaco pensa ai cittadini e ascolta i loro problemi, creare degli strumenti economici-finanziari per aiutare le famiglie in difficoltà, battersi fino “alla morte” per riportare la linea 20 dell’Actv al capolinea di Martellago».
La crisi sta mordendo le famiglie e i trasferimenti statali sono sempre meno. Come continuare a garantire i servizi ai cittadini senza toccare le loro tasche?
«Il Comune dovrà dotarsi di una struttura a costo zero per il reperimento di risorse economiche europee e regionali da destinare alle imprese. Serve una sinergia fra pubblico e privato che inverta il monopolio della fornitura dei servizi: possono essere offerti da privati con la compartecipazione dei cittadini e dovranno essere migliori da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Ridurre il carico fiscale».
Anche i commercianti e gli imprenditori sono in difficoltà. Quale ruolo dovrà avere il Comune per continuare a garantire l’occupazione ed evitare la chiusura di negozi e imprese?
«Dovrà essere il promotore attivo di politiche occupazionali e produttive. Queste dovranno aumentare il consumo locale e incentivare la gente a spendere qui, non al centro commerciale. Vorrei creare un distretto agroalimentare, un marchio per i prodotti della nostra zona e un’opportunità di lavoro nei servizi socio-assistenziali ai minori e anziani».
Nei prossimi anni è prevista l’apertura del casello del Passante e delle tangenziali di collegamento. Come cambierà il centro di Martellago? È possibile immaginare una sua chiusura?
«Devono diventare occasione di crescita e non motivo di scontro. Con il casello, saremo al centro delle tre provincie di Padova, Venezia e Treviso e sarà un’occasione di rilancio. I paesi non si devono chiudere ma aprire alla gente. Mezzi pesanti, auto e traffico dovranno essere limitati e vietati».
Come intende rilanciare e ravvivare le frazioni?
«A Olmo si farà una stazione del metrò di superficie e il problema viario va e risolto. Maerne mi fa immaginare un paese vivibile a piedi e in bicicletta».
Un progetto che le piacerebbe realizzare a lungo termine?
«Creare nel tempo un’immagine di Martellago, perché abbia un maggior ruolo riconosciuto. E poi assicurare ai cittadini la certezza di un controllo del territorio capillare, creare il polo agroalimentare di Martellago, essere un reale momento di svolta per la pubblica amministrazione».
Alessandro Ragazzo
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