Fallimento “Mia.Re” La rabbia dei truffati

JESOLO
Fallimento “Mia.Re”, dopo il tracollo della coppia di immobiliaristi trevigiani Sonia Miatton e Fabio Bordin, restano le famiglie truffate tra San Donà, Jesolo, Mestre e Treviso. C’erano famiglie che avevano versato anche oltre 200 mila euro tra caparre o pagamenti completi per appartamenti in moderni grattacieli mai realizzati. Un buco di oltre 2 milioni di euro dopo le mancate costruzioni della Cross Lam Tower, avveniristica torre in legno alle spalle di piazza Trieste e del Greenery Residence in piazza Marconi. «Era la fine che ci aspettavamo», commentano, «e adesso speriamo che i giudici incarichino la guardia di finanza di fare controlli nei loro conti correnti per cercare i soldi. Speriamo solo che non aprano ancora nuove società mascherate con altri prestanomi per fare affari e rovinare altre famiglie. Se non ci sarà la giustizia terrena, speriamo in quella divina. Adesso c’è anche un processo per la denuncia penale, il 30 aprile. Noi abbiamo denunciato Mia. Re e anche l’agenzia immobiliare di Jesolo che ha incassato la mediazione per oltre 6 mila euro e non poteva tirarsi fuori. Adesso si celebra l’udienza per il ricorso dopo l’archiviazione e vedremo cosa succederà».
Nei banchi dell’opposizione, il fallimento della società trevigiana non è passato inosservato e già il gruppo di Jesolo Bene Comune aveva ricordato i danni all’immagine del Comune che inizialmente aveva anche presentato quel progetto come fiore all’occhiello delle sviluppo urbanistico e architettonico della città. «Questa notizia rafforza», dicono Christofer De Zotti e Lucas Pavanetto, «una volta di più la nostra richiesta, che rimane sempre la stessa e che rivolgiamo con forza all’amministrazione comunale di Jesolo: si proceda a costituirsi parte civile come Comune di Jesolo in quanto è parte evidentemente lesa. Non va trascurato che il nome della città è stato associato in passato al progetto Cross Lam Tower». —
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