«Esterrefatti dal vincolo imposto dal Ptrc»

«Il nostro intervento rientra nell’accordo di programma per l’area della stazione ferroviaria ma temiamo che il vincolo imposto dal Ptrc possa impedirne l’attuazione e così abbiamo fatto ricorso al Tar del Veneto». Gianni Cibin della Immobiliare Favretti, la società proprietaria dell’ex palazzo delle Poste che sorge accanto alla stazione di Mestre, conferma l’azione legale al Tar per stoppare i vincoli imposti dal Pianoterritoriale regionale di coordinamento con una nuova variante. Una stesura di cui pochi sapevano, firmata da un dirigente regionale prima della pensione. «Non è manco stata concordata coi Comuni», commenta, infastidito, Cibin che si ritrova con un palazzo vincolato perché ritenuto dalla commissione regionale del Ptrc un esempio di architettura brutalista. E che non si può, quindi, nè abbattere nè modificare nelle destinazioni d’uso. «È stato preso ad esempio un edificio di cemento armato progettato dall’ufficio tecnico delle Poste tanto che non si sa neanche chi sia il nome di chi lo ha pensato. Una scelta che ci ha lasciato esterrefatti. Il progetto di riqualificazione invece è’ una realtà importante che consentirebbe di creare una attività che fa lavorare dalle 70 alle 80 persone, consente la totale sistemazione del piazzale in vista dell’attivazione del servizio del tram», spiega Cibin. Il progetto di riqualificazione prevede di creare un grande albergo da 220 stanze per un gruppo spagnolo che preme ora di avere la certezza di poter intervenire entro marzo del 2014.
L’accordo con il Comune lascerebbe il piano terra all’amministrazione comunale e vedrebbe i privati intervenire per ammodernare tutto il piazzale vicino alla stazione e fino a via Cappuccina. Una intesa “figlia” proprio dell’accordo di programma tra Comune di Venezia e Ferrovie siglato alla fine del suo mandato dall’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari e valutato positivamente dalla Regione, la stessa che oggi frena i progetti della giunta Orsoni per attuarlo. I vincoli regionali contenuti nella variante del 2013 al Ptrc sono un ostacolo al recupero di una ottantina di edifici in città compreso il rudere della Vempa e il Circus di Chirignago. E così dopo il ricorso al presidente della Repubblica della giunta Orsoni, anche i privati si muovono coi ricorsi al Tar.
Il palazzo delle ex Poste fino a fine anno ospiterà le bici del bicipark, in attesa che dopo i ritardi arrivino in porto i lavori della nuova struttura in via Trento. Per tre anni la Favretti ha concesso in comodato d’uso gratuito l’edificio al Comune, quest’anno ha chiesto il rimborso delle spese Imu, che sono ingenti, spiega Cibin. Le osservazioni al Ptrc del Comune, critiche su molti dei vincoli, sono state condivise anche da Ferrovie e Rfi.
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