Ecovandali incastrati dalle videotrappole: nove denunce in sei mesi

Nel mirino soprattutto Chioggia: immortalati gli abbandoni di rifiuti, scattano denunce e sequestri. Multe da oltre 650 euro in media

Un ecovandalo pizzicato dalle videotrappole
Un ecovandalo pizzicato dalle videotrappole

Pizzicati dalle videotrappole piazzate dalla polizia metropolitana mentre abbandonano rifiuti per strada. L’ultimo caso risale alla fine di luglio a Chioggia, ma è solo uno degli illeciti registrati dal Nucleo di Polizia ambientale della Città metropolitana negli ultimi mesi. Si tratta di un’azione strutturata attraverso pattugliamenti mirati, presidi territoriali e l'impiego costante di strumentazioni di rilevamento digitale, come appunto le video-trappole che filmano le persone.


L'attività di contrasto all'abbandono dei rifiuti non si limita agli interventi effettuati a seguito di segnalazioni o del rinvenimento di rifiuti abbandonati, ma comprende anche un'attività preventiva mediante controlli sui veicoli adibiti e autorizzati al trasporto dei rifiuti, e su quelli non adibiti e in difetto di autorizzazione, che trasportano rifiuti.
Nello specifico degli ultimi mesi, l'attività di monitoraggio della Polizia metropolitana ha registrato un significativo orientamento verso l'area del Comune di Chioggia, individuata quale zona d'interesse prioritario a causa di numerose segnalazioni per il ripetersi di episodi di abbandono.


Le videotrappole


Grazie all'efficacia dei sistemi di videosorveglianza, le ultime operazioni hanno consentito di accertare ed evidenziare gli ecovandali. Le immagini nitidamente acquisite dalla videotrappola hanno, infatti, fornito elementi probatori inconfutabili, permettendo di procedere formalmente alla contestazione dei reati previsti dalla normativa vigente a carico dei responsabili.

Numeri e sanzioni


I numeri. Nei primi sei mesi sono stati accertati 6 abbandoni illeciti, con una sanzione media di circa 656 euro, 9 notizie di reato (alcune delle quali tuttora in corso) e 9 sequestri, effettuati su rifiuti, veicoli utilizzati per il trasporto o aree interessate da deposito di rifiuti.
Le zone controllate, oltre a Chioggia, dove pochi giorni fa lungo la Sp 32 è stato accertato l'abbandono di rifiuti da parte di un soggetto tramite la videotrappola in dotazione, riguardano anche la Sp 43 “Portegrandi-Caposile” oggetto di ripetute segnalazioni e la zona di Marghera in comune di Venezia che rappresenta la prima notizia di reato con il supporto della video trappola.

Che rifiuti si abbandonano

I rifiuti abbandonati nelle aree pubbliche sono di tipologia urbana (quindi i classici rifiuti prodotti nelle abitazioni e/o quelli derivanti dai traslochi) e vengono abbandonati principalmente da cittadini privati. Mentre gli abbandoni accertati nelle aree private, invece, sono di natura riconducibile alle attività svolte da ditte private.

Le sanzioni prima dell'entrata in vigore dell'aggiornamento normativo, non facevano differenza tra la tipologia del rifiuto abbandonato, ma solo tra pericoloso o non pericoloso, a seconda del codice Eer (Elenco Europeo Rifiuti) che gli veniva attribuito. A seguito dell'aggiornamento normativo, le sanzioni sono state uniformate non facendo più alcuna differenza tra soggetto privato o giuridico. Ad oggi la norma prevede una denuncia penale e, se i rifiuti non sono pericolosi, viene fatta un'oblazione che consente l'estinzione del reato, per la quale il soggetto deve versare una somma di 6.500 euro al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia