«È un dramma che si risveglia soffriamo con quelle famiglie»

MUSILE. «Siamo sconvolti, possiamo solo chiedere silenzio e rispetto per queste morti». Paolo Diral è il papà di Giorgia, unica sopravvissuta al tragico incidente stradale del 13 luglio in via Pesarona a Jesolo. Era seduta nell’auto guidata dal fidanzato Riccardo Laugeni ed è riuscita miracolosamente a uscire, unica dei cinque giovani nell’auto speronata da un’auto pirata il cui guidatore è stato trovato e arrestato il giorno seguente dai carabinieri. Dei cinque giovani, solo lei è ancora viva e questa è anche una condanna a non riuscire a dimenticare i suoi quattro amici inseparabili. Il padre, titolare del ristorante il Burcio di Noventa, assieme alla mamma ha cercato di proteggerla fin dal primo giorno nella loro casa di Musile. Domani iniziano i processi per quell’incidente e sarà uno strazio ulteriore. Il suo Burcio, locale conosciuto nel basso Piave per eleganza e cucina tipica, è tornato prepotentemente sotto i riflettori. Giulia Bincoletto vi era stata a una cena di laurea sabato prima dell’incidente in cui ha perso la vita assieme agli altri due ragazzi dell’altra auto sabato lungo la bretella tra San Donà – Noventa. «Giorgia soffre, è distrutta», dice Paolo con poche e misurate parole, sempre educato, ma fermo, «cercate tutti di capire cosa stiamo provando. Per noi, per mia figlia, è un dolore che si risveglia di continuo. Siamo vicini a queste famiglie che stanno soffrendo e noi con loro. Adesso è il momento di rispettare questo dolore». Giulia Bincoletto era uscita dal Burcio con quel suo sorriso magnetico dopo una meravigliosa serata con gli amici. La morte l’ha raggiunta pochi minuti dopo mentre stava tornando a casa. E la lunga lista di vite stroncate per incidente è cresciuta con tre nuovi nomi. —
G.Ca.
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