Don Pistolato ai parrocchiani «Abbiate pazienza, imparerò»

Nella sua prima lettera ai fedeli  l’ex responsabile della Caritas sollecita comprensione Ma allo stesso tempo detta chiaramente le linee d’azione

GAMBARARE

Una lettera aperta ai propri parrocchiani spiegando le sue linee d’azione per la comunità di Gambarare di Mira. Questa l’iniziativa nei giorni scorsi di monsignor Dino Pistolato che si è insediato domenica scorsa nella parrocchia di San Giovanni Battista alla presenza del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia .

«La guida della parrocchia di Gambarare» scrive don Dino Pistolato rivolto ai suoi parrocchiani «è una esperienza completamente nuova che mi riporta alla vita parrocchiale dopo 32 anni di servizi alla Diocesi. Quindi abbiate pazienza e misericordia, tante cose che non so, le devo imparare. Voglio salutare i piccoli della nostra comunità, i giovani e gli anziani e chi è in difficoltà. Cercherò di visitare tutte le famiglie della parrocchia per conoscerle e conoscervi».

Don Dino poi punta ai problemi legati alle famiglie, alle coppie a quelli dei giovani e per questo una grande attenzione la pone ai catechisti e alle catechiste, gli animatori dei gruppi di ascolto dei campi scuola e dei Grest di Gambarare. Don Dino avrà l’aiuto comunque anche di monsignor Luigi Casarin, parroco emerito, che non se ne andrà da Gambarare ma lo aiuterà nella gestione della parrocchia nel corso dei prossimi anni.

Don Dino Pistolato ha ricordato domenica scorsa come non mancherà di essere anche a Gambarare, «un prete missionario» che poterà in questa realtà le tante esperienze fatte per aiutare gli ultimi in Italia e all’estero. Nella lettera rivolta ai parrocchiani proprio per questo è indicativo un passaggio. «Se uno dice» scrive don Dino «io amo Dio e poi odia suo fratello è un bugiardo. Chi infatti non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo: chi ama Dio ami anche suo fratello».

Fra i progetti avviati proprio a Mira da Don Dino c’è anche la realizzazione dell’emporio dei poveri a Mira Porte per la distribuzione di vestiario e cibo a chi si trova in difficoltà. —

A.Ab.

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