A Dolo vie e case sott’acqua: «La colpa è dei tigli»

Il sindaco Naletto: «Le radici hanno invaso tombini e canalette». Avviata un’ispezione delle condotte in vista della pulizia, piano del Comune per la manutenzione straordinaria

Alessandro Abbadir
Una delle vie di Dolo Sud finita sott’acqua venerdì scorso
Una delle vie di Dolo Sud finita sott’acqua venerdì scorso

«Via sott’acqua a Dolo Sud con l’ultima ondata di maltempo? Colpa delle radici degli alberi e in particolar modo dei tigli, che hanno invaso tombini e canalette di scolo». A denunciarlo è il sindaco di Dolo, Gianluigi Naletto. In città l’ultima ondata di maltempo ha colpito sia con un gran vento e grandine, sia con aree che sono andate inaspettatamente sott’acqua, anche se la pioggia non è stata delle più intense. Una ragione di questo fenomeno c’è e il sindaco la evidenzia.

«Negli ultimi anni», dice Naletto, «le intense e copiose piogge hanno creato degli importanti allagamenti di strade urbane, che continuano a generare inondazioni a scantinati e garage delle residenze immediatamente limitrofe. Anche grazie alla consulenza e al contributo della nostra Protezione civile, verifiche tecniche su vie come Marzabotto, Presicci Cataldo, Resistenza e dei Frati hanno evidenziato come la causa principale del fenomeno di ristagno idrico sia l’otturazione delle tubazioni di deflusso delle acque bianche da parte degli apparati radicali delle alberature d’alto fusto, come tigli e altre specie locali di bosco di pianura».

A Dolo, contro il taglio dei tigli per il riordino urbano di via Piave, ad esempio, commercianti e comitati stanno raccogliendo firme. «Nei giorni scorsi», assicura il primo cittadino, «una ditta specializzata, dopo videoispezioni alle tubazioni stradali, ha iniziato alcune prove di fresatura meccanica per liberare le condotte e i pozzetti di scarico dalla fitta occupazione radicale».

Serve però prevenire il fenomeno, che rischia di provocare gravi danni all’assetto idrogeologico del territorio. «Per affrontare questo problema», conclude Naletto, «ho chiesto all’ufficio manutenzioni di mettere a punto un piano di intervento straordinario pluriannuale mirato al ripristino del normale deflusso meteorico sull’area residenziale a sud di Dolo, prevedendo anche uno studio di valutazione forestale su quali specie arboree, più idonee e appropriate, potranno sostituire quelle attuali nelle nuove piantumazioni su strade e piazze ad alto rischio di allagamenti».

Se a Dolo sorge un problema in termini di allagamenti, anche a Mira fra i residenti, e in particolar modo nella frazione di Oriago, il malcontento è palpabile. Circa 360 abitazioni il 21 agosto del 2025 subirono danni dagli allagamenti di un forte nubifragio. Per loro non è arrivato alcun risarcimento, nonostante le sollecitazioni del Comune, le discussioni in diversi consigli comunali e le polemiche all’interno dei partiti politici. A nulla è servita poi la presentazione della lista dei danni subiti ai diversi enti locali. Anche in quel caso venne dichiarato lo stato di calamità, ma il provvedimento ai cittadini è servito a poco.

 

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