Contributi scomparsi, arrestato Tegon

JESOLO. Clamoroso arresto ieri da parte della guardia di finanza: in manette è finito uno dei più noti commercianti di Jesolo, Roberto Tegon, titolare di una catena di negozi di abbigliamento. Nessuna conferma da parte degli inquirenti, ma al suo arresto hanno assistito alcune persone, che lo hanno visto portare via su un’automobile delle «fiamme gialle». Probabilmente, nella giornata di oggi si conosceranno le accuse che gli muove la Procura. A far scattare gli accertamenti che hanno portato Tegon in carcere sarebbe stata la denuncia presentata dal ragioniere contabile N.N., da giorni sulle pagine dei giornali per non aver versato Iva e contributi per due milioni, soldi che una quarantina di suoi clienti gli avevano affidato.
Ai clienti aveva detto che si trattava di “cartelle pazze”. Il ragioniere N.N. si era giustificato così quando alcuni clienti si sono rivolti al suo studio per chiedere spiegazioni di fronte alle cartelle esattoriali recapitate a casa da Equitalia.
Potrebbe dunque crescere ancora il numero dei clienti che hanno ricevuto le cartelle, con somme che vanno da 10 o 20 mila fino a 300 mila euro. Molti negozianti, ma anche albergatori e altri titolari di esercizi a Jesolo. Una decina tra imprenditori e professionisti si sono rivolti allo studio legale Rampazzo & Partners, mentre altri si erano recati presso lo studio legale associato Forza visti i profili della truffa, appropriazione indebita, falso.
«La situazione è preoccupante», spiega l'avvocato Victor Rampazzo, «perché i termini per le opposizioni sono ampiamente scaduti. Pare, infatti, che il commercialista alle prime avvisaglie si sia fatto consegnare dai clienti le cartelle esattoriali sostenendo che si trattava di "cartelle pazze" e che ci avrebbe pensato lui».
«Non avendole impugnate», prosegue Rampazzo, «sono divenute esecutive, nonostante in qualche caso vi fossero i margini per delle opposizioni fondate».
Insomma presto qualche cliente potrebbe trovarsi auto o casa pignorata. Si temono poi nuove cartelle in arrivo nei prossimi mesi. Se, infatti, quelle già recapitate sono relative agli anni 2007 e 2008, ci sono poi tutte le altre. «La ricostruzione delle situazioni contabili», precisa l'avvocato Rampazzo, «è complessa perché nella maggior parte dei casi si tratta di imprese in contabilità semplificata ed è più difficile raccordare i pagamenti effettuati al professionista a mezzo di bonifici e assegni con gli importi indicati nelle cartelle esattoriali». Nei prossimi giorni si terrà una riunione tra avvocati, commercialisti e il professor Maurizio Interdonato, esperto in materia fiscale, per coordinare le diverse azioni. Lo ha comunicato lo stesso avvocato Rampazzo che sta scrupolosamente seguendo i suoi clienti e cercando di ricostruire tutto passo dopo passo per poterli tutelare in quella che si annuncia come una vera e propria bomba finanziaria per le loro attività.
«Inevitabile la querela a carico del ragioniere», conclude l'avvocato, «i reati ipotizzati sono l'appropriazione indebita, la truffa aggravata, il falso». Ora, gli interessati faranno istanza alle competenti autorità per ottenere la sospensione del pagamento di soprattasse e pene pecuniarie. Purtroppo è accertato che non potranno evitare il pagamento delle imposte. Per questo già diversi hanno chiesto aiuto in Comune e temono di vedere affossate le loro attività alla vigilia della stagione già piena di incognite a causa della crisi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LEGGI E COMMENTA
SUL SITO
WWW.NUOVAVENEZIA.IT
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








