Consorzio di Bonifica, scavo completato: la nuova dorsale idrica pronta per il 2027

Ultimata la condotta che dal Fosson di San Stino arriverà nella provincia di Treviso, a Motta. L’acqua verrà veicolata con le prime prove a gennaio e poi sarà disponibile per gli agricoltori da aprile o maggio 

Rosario Padovano
Operai e tecnici al lavoro
Operai e tecnici al lavoro

È stata completata la realizzazione del super tubo, ovvero la dorsale d’acqua dolce, dal territorio di Fosson di San Stino fino alla provincia di Treviso, in territorio di Motta di Livenza, ad Albano, per essere precisi. È la prosecuzione di un’altra dorsale che parte dal Tagliamento. Lo ha reso noto il Consorzio di Bonifica Veneto orientale, cioè l’istituzione che sta gestendo i 20 milioni per l’opera che collega l’acqua dolce dal bacino del Fosson fino al territorio mottense.

Gli agricoltori delle zone attraversate dal super tunnel attualmente presente, attingono dalle acque presenti sulla dorsale e possono così irrigare i campi. L’intervento è finanziato dal Masaf ( Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste) ed è mirato al trasferimento di risorse idriche atte ad aumentare la resilienza dell’agrosistema irriguo agli eventi climatici estremi: nel pozzo numero 2 di spinta si sono completate le attività per l’allestimento delle apparecchiature per microtunneling nei pozzi di spinta.

Ma non solo. Lo scavo ha raggiunto proprio il bacino del Livenza dalla parte trevigiana, ma non ancora si può veicolare l’acqua. I tecnici del consorzio stanno lavorando a una profondità di 10 metri, per le opere di finitura del supertubo dal diametro di poco più di due metri, attraverso cui passerà l’acqua.

Acqua che verrà veicolata con le prime prove a gennaio e poi sarà disponibile per gli agricoltori da aprile – maggio 2027. «Di sicuro la parte più difficile dell’opera è stata completata e il super-tubo c’è. Le opere di finitura non sono altrettanto semplici, poiché vanno completati i pozzi di spinta attraverso cui passa l’acqua. Questa particolare operazione», spiega il direttore del Consorzio di Bonifica Sergio Grego , «richiede ovviamente del tempo e l’acqua prima di dicembre non verrà veicolata».

Ci sono stati dei ritardi, dovuti a qualche imprevisto che non dipende dalle ditte impegnate nella realizzazione del super tubo. Uno dei mezzi rotanti di scavi prenotato per la realizzazione del tunnel era rimasto incastrato in una galleria in Serbia. Per non perdere il finanziamento da 20 milioni il Consorzio ha chiesto, e ottenuto, una proroga di 6 mesi. L’infrastruttura che doveva essere realizzata entro la prima parte del 2026 verrà completata in dicembre. Questo perché la ditta incaricata degli scavi ha acquistato una macchina per realizzare il tunnel, sfruttando a livello economico il beneficio che si ottiene col tempo dal finanziamento di quest’opera da Roma. Per lavorare al super tunnel si è lavorato anche di notte. Da anni esiste la dorsale che collega il Tagliamento al Fosson, tra San Michele e San Stino. Accadrà la stessa cosa anche a Motta. Il sogno è di costituire una dorsale tra Motta di Livenza e Oderzo, fino poi al Piave.

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