A Cavallino via le biciclette abbandonate: scatta la rimozione forzata
Si parte il 21 ottobre. I mezzi ancora funzionanti saranno custoditi in magazzino e potranno essere restituiti ai proprietari che ne dimostrino la titolarità. Trascorso il periodo di giacenza, potranno essere destinati a progetti sociali, aste pubbliche o demolizione

Dal 21 ottobre il Comune di Cavallino-Treporti procederà alla rimozione di tutte le biciclette, anche legate, o delle loro parti, che troverà sul suolo pubblico in stato di abbandono. Da quella data verranno effettuati sopralluoghi e rimozioni da parte degli operatori di Ct Servizi e della polizia locale. Quest’ultima ha emesso apposita ordinanza.
Via le bici abbandonate sulle rastrelliere e nei luoghi pubblici degli imbarcaderi di Punta Sabbioni e Ricevitoria, dei cimiteri di Cavallino e Treporti, e in generale di tutte le frazioni. «A titolo esemplificativo», spiega il comandante della polizia locale Dario Tussetto, «potranno essere rimosse le bici prive di una o più parti essenziali alla circolazione e utilizzazione, quali ruote, sella, manubrio, pedali, catena, freni o analoghi componenti. Oppure biciclette gravemente deteriorate, arrugginite o danneggiate e non concretamente utilizzabili.
Saranno prelevati anche tutti i rottami costituiti prevalentemente da parti o componenti di biciclette, in generale qualunque bici lasciata per un periodo prolungato in condizioni incompatibili con un ordinario utilizzo e tali da evidenziare, sulla base degli elementi oggettivamente rilevabili, una situazione di abbandono. In questa categoria rientrano anche le bici posizionate sulle strade pubbliche in modo tale da costituire intralcio o pregiudizio alla fruizione delle aree pubblici, quando le loro condizioni consentano di ritenere che non siano più utilizzate».
Le bici rimosse che, per le loro buone condizioni, siano ancora funzionanti saranno depositate in un magazzino a disposizione dell’amministrazione comunale. «Chiunque si dichiari proprietario o avente diritto di una bici rimossa», avvisa la polizia locale, «potrà presentare richiesta di restituzione al comando indicando le caratteristiche del mezzo e fornendo gli elementi necessari a dimostrarne la proprietà. Decorso il periodo di custodia e in assenza di richiesta del legittimo proprietario, l’amministrazione procederà ad applicare la legge destinando le biciclette secondo le distinzioni stabilite dalla normativa applicabile». Dopo il periodo di giacenza le bici vengono destinate a progetti sociali e associazioni, oppure ad aste pubbliche o alla demolizione.
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