Cavallino, l’ultima pagaiata di Cristina Piroddi: è morta a 55 anni
È morta a 55 anni Cristina Piroddi, atleta e ambasciatrice dell’associazione “Donne in rosa”. Dal 2013 aveva trasformato la lotta contro il tumore al seno in impegno sportivo e sociale, diventando un simbolo di rinascita attraverso il dragon boat

Avrebbe compiuto gli anni il prossimo 19 luglio, Cristina Piroddi, atleta di dragon boat ambasciatrice per l’associazione “Donne in rosa”, è morta all’età di 55 anni, al termine di una lunga battaglia contro il cancro.
La lotta contro il tumore
La sua malattia era iniziata nel 2013 quando le avevano diagnosticato un cancro al seno. Lei non si era abbattuta, ma aveva preferito farne un motivo di attivismo per aiutare altre donne con la stessa patologia, soprattutto promuovendo in tutti i modi la riabilitazione fisica e morale della pagaia. «Indebolita della chemioterapia», raccontava di sè, «mi sono ripresa salendo, per la prima volta su una barca a meno di un anno dall’intervento di mastectomia».
Lo sport per ripartire
L’inizio di un amore a prima vista con lo sport del dragon boat che in pochi mesi la fece essere addirittura fra le quattro vogatrici veneziane in rosa che parteciparono, con la nazionale italiana ai mondiali in Russia di dragon boat.
Lavorava con il marito, in un negozio di vetri alla Bragora. Si allenava con le donne del “Quadrifoglio Rosa”, della Canottieri Mestre.
«Il consiglio di praticare la voga per riprendersi dal male arrivò da un medico specialista. Quando il fisiatra mi aveva visitato dopo l’operazione», raccontava Cristina Piroddi, «mi prescrisse di pagaiare sul dragon boat per riabilitare i tessuti, perché ho sempre avuto un carattere competitivo e sarei stata la persona giusta per intraprendere questa attività sportiva agonistica. Il primo giorno che sono salita sul dragon boat e ho infilato la pagaia nell’acqua mi sono sentita a mio agio. Faceva male il braccio, ero debole perché la chemio mi aveva tolto molta della mobilità ma mi sentivo bene. Da quel giorno mi sono immedesimata in questo sport di squadra diventando parte attiva nelle iniziative delle Donne in rosa. Grazie al dragon boat sono rinata».
I mondiali in Russia
A pochi mesi dall’esordio con altre tre “donne in rosa” veneziane e una russa naturalizzata italiana, volarono a Mosca per partecipare ai mondiali di dragon boat. «Pagaiare simultaneamente a venti compagne di squadra su un dragone», diceva, «è una esperienza unica che ci unisce più che mai quasi a fonderci in un tutto unico».
La politica
Nel litorale di Cavallino-Treporti Cristina Piroddi è salita alla ribalta delle cronaca anche per essersi candidata a più riprese come consigliere alle elezioni comunali. La prima candidatura nel 2000 nella lista vincente Impegno Comune che sosteneva Claudio Orazio e una seconda volta nel 2005 nella lista Orazio per Cavallino-Treporti. La sindaca Roberta Nesto ha voluto ricordarla con un messaggio di cordoglio.
«Ci sono persone che lasciano un segno profondo, ben oltre il tempo della loro presenza», ha scritto la prima cittadina, « ciao Cristina, grazie per tutto quello che hai donato alla nostra comunità con il tuo impegno, la tua forza e il tuo sorriso. Hai affrontato la malattia con un coraggio straordinario, trasformando una prova durissima in un messaggio di speranza per tante donne. Attraverso il dragon boat hai raccontato che è sempre possibile rialzarsi, ritrovare energia, condividere il dolore e trasformarlo in una nuova voglia di vivere».
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