Casinò di Venezia, dal rischio crisi al rilancio: la vicenda in un nuovo libro

Un volume firmato da Michele Zuin e Adalberto Perulli racconta la crisi e il risanamento del Casinò di Venezia. Dalla fase di difficoltà al rilancio economico e occupazionale della casa da gioco

Costanza Francesconi
L’assertore Michele Zuin e il professore Adalberto Perulli, autori del libro “Le relazioni industriali nella crisi, tra conflitto e contrattazione. Il caso Casinò di Venezia” (2026, G. Giappichelli Editore)
L’assertore Michele Zuin e il professore Adalberto Perulli, autori del libro “Le relazioni industriali nella crisi, tra conflitto e contrattazione. Il caso Casinò di Venezia” (2026, G. Giappichelli Editore)

Dalla crisi economico-finanziaria del Casinò al suo risanamento. Le peripezie del Casa da gioco di Venezia, nelle due sedi di Ca’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera, diventano un caso studio nel libro “Le relazioni industriali nella crisi, tra conflitto e contrattazione. Il caso Casinò di Venezia” (2026, G. Giappichelli Editore) scritto a quattro mani da Michele Zuin, assessore comunale al bilancio società e partecipate, e Adalberto Perulli, ordinario di Diritto del lavoro all’Università Ca' Foscari.

Il libro

Il testo rientra nella collana il Nuovo diritto del lavoro diretta dal professor Perutti e da Luigi Fiorillo ed è dedicato alle lavoratrici e lavoratori del Casinò di Venezia, società a capitale interamente pubblico controllata al cento per cento dal Comune di Venezia. “La pubblicazione scientifica ripercorre una storia a lieto fine sviluppata dal 20 febbraio 2017 al 13 dicembre 2019, dal rischio di liquidazione dell’azienda all’accordo con i sindacati chiuso a vicenda giudiziaria terminata, alla stipula del nuovo contratto di lavoro aziendale” spiega Zuin, già assessore in quegli anni e voce del Comune al tavolo della concertazione.

Il volume attraversa una strategia complessa di contrattazione collettiva per rinegoziare il Contratto aziendale di lavoro, che ha visto anche la rottura delle trattative con fasi di aspro conflitto sindacale, fino all'adozione da parte della Società di un regolamento unilaterale contestato da lavoratori e sindacati in sede giudiziale.

Il Casinò di Venezia 

Il Casinò di Venezia, fondato nel 1638, è considerato come la Casa da Gioco più antica al mondo. “Il libro tratta di un caso di relazioni industriali che ha riguardato la sua storia recente”, chiarisce Perulli.

L'esito di questa vicenda, da cui la Società in crisi è uscita positivamente anche nel contenzioso legale, è emblematico anche a fini di studio: la Società è stata ricapitalizzata dal Comune e ha superato la situazione di crisi, senza adottare alcuna riduzione del personale, ristabilendo un equilibrio economico-finanziario che non solo ha evitato il fallimento, ma ha rilanciato la Casa da Gioco con riflessi positivi sul bilancio comunale e sull'intera città lagunare”.
Un caso di salvataggio aziendale che da Venezia fa scuola, attraverso le relazioni industriali. “Se ben amministrate”, evidenzia il docente e coautore, “un valore aggiunto per la salvaguardia del valore aziendale e dei posti di lavoro”.

Gli incassi 

Gli incassi del Casinò di Venezia da entrare da gioco sono passati dai 200 milioni di euro del 2008 (di cui 100 andavano al Comune), e con perdite già in quegli anni anni di 25-30 milioni l’anno, agli 87-92 milioni nel periodo critico, fino ai 41 milioni del 2020 e ai 54 del 2021, durante il Covid, risalendo a 115 milioni nel 2023, 118 nel 2024 e 117 nel 2025. 2023/24/25: entrate da gioco 115 milioni, 118 milioni, 117 milioni (negli anni delle trattative 87-92 milioni l’anno).

Nel 2016 il patrimonio netto era negativo di 282 mila euro, ora è netto (positivo) di 33 milioni di euro. Dal 2017, la società partecipata è sempre in utile. Dal 2023 al 2025 ha portato 20 milioni netti all’anno nel bilancio comunale. Il libro uscito a maggio è stato presentato a Ca’ Farsetti stamattina, 19 giugno. Presenti anche le sigle sindacali.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia