Casalesi a Eraclea: la Cassazione conferma l'associazione mafiosa, 30 anni a Donadio
La sentenza della Suprema Corte, regge l’impianto accusatorio. Confermata la pena per il presunto boss Luciano Donadio, annullata la sentenza per due direttori di banca

La quinta sezione della Corte di Cassazione si è espressa sui ricorsi presentati a seguito delle condanne della Corte d'Appello di Venezia nell'ambito del processo sulla presunta infiltrazione mafiosa dei Casalesi a Eraclea.
L'impianto accusatorio è stato confermato dalla Suprema Corte, così come la pena di 30 anni inflitta al presunto boss Luciano Donadio. Ridotta a 29 anni e 6 mesi, invece, quella per il suo braccio destro Raffaele Buonanno. Su una trentina di imputati, per due di loro, entrambi direttori di banca, è stata annullata la sentenza e disposto un nuovo processo d'appello.
Dopo il processo di primo grado scaturito dall'inchiesta dei pm di Venezia Roberto Terzo e Federica Baccaglini, nel giugno del 2025 i giudici della Corte d'Appello avevano inasprito le pene. Donadio, assistito dai legali Giovanni Gentilini e Renato Alberini, era stato condannato a 30 anni di reclusione, dopo i 26 stabiliti inizialmente in primo grado. Sempre l'anno scorso era stata poi confermata l'assoluzione per l'ex sindaco di Eraclea, Mirco Mestre.
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