Card alimentari per 50 Comune, Caritas, Rotary aiutano chi è in difficoltà

CHIOGGIA. Card alimentari per 50 famiglie di Chioggia in difficoltà economica. Un progetto che continua da anni e sta dando riscontri positivi perché vincola il sussidio economico all’acquisto di beni di prima necessità, evitando che ci possano essere sprechi o utilizzi difformi. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Caritas, Rotary e amministrazione comunale. Le card, da 30 euro ciascuna, vanno utilizzate esclusivamente all’Emporio della solidarietà di Borgo San Giovanni dove operano volontari formati. «È un progetto importante», sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Luciano Frizziero, «possibile grazie al Rotary ed alla collaborazione della Banca patavina e di Interspar che finanziano le card messe a disposizione del Comune e della Caritas diocesana. Queste tessere vengono poi assegnate alle famiglie o ai singoli, individuati con un lavoro congiunto dei Servizi sociali comunali e dei Centri di ascolto di Caritas dislocati nel territorio comunale a cui si presentano le persone in difficoltà».

L’esperienza dell’Emporio della solidarietà ha una duplice valenza perché, oltre a sostenere le persone in difficoltà, rappresenta una nuova modalità di servizio per soggetti deboli presenti nel territorio, superando la semplice visione assistenzialistica e vincolando i soldi erogati al solo acquisto di alimentari. I volontari dell’Emporio accompagnano gli utenti nel percorso di spesa, responsabilizzandoli sull’uso del denaro. «Questa collaborazione tra pubblico, associazioni e privato dura da sette anni», specifica don Marino Callegari, responsabile della Caritas, «e va a creare una mentalità positiva, un nuovo modello di aiuto attraverso un vero e proprio accompagnamento. Uno sguardo su queste povertà ci permette di entrare con delicatezza e rispetto nelle vite delle persone per comprendere se ci sono altre povertà come dipendenze, gioco o poca consapevolezza dell’uso del denaro. Le card sono una sorta di porta d’ingresso che ci aiuta a leggere con più precisione lo spettro delle varie povertà». —

Elisabetta B. Anzoletti

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