Canzone a scuola nel Giorno del Ricordo. Ministero duro, poi il dietrofront: «Non è fascismo»
L’inchiesta su quanto successo all’istituto di Chioggia chiusa in poche ore: assolti testo e istituto. Speranzon: «L’esodo capitolo degli orrori comunisti»

Dev’esserci stata buriana, nei corridoi di Viale Trastevere, al dicastero dell’Istruzione. Il caso, sollevato dalla Cgil e dal Pd, degli scolari di Chioggia che hanno intonato una canzone della Compagnia dell’Anello, ha fatto scattare il riflesso condizionato di un comunicato che annunciava un’inchiesta ministeriale, scegliendo parole dure e modi verbali stringenti: «grave episodio», «propaganda neofascista», «comportamenti incompatibili con la nostra Costituzione».
Ma si dà il caso che quella band e le sue canzoni siano (state) care ad una larga fetta della prima forza di governo, e che sul Giorno del Ricordo a destra sia un azzardo polemizzare. Risultato: il contrordine. A distanza di poche ore, un secondo comunicato che assolve la canzone, l’istituto e tutto il sistema. E che anzi rilancia: «Con l'occasione si ribadisce l'importanza di celebrare in tutte le scuole il 10 di febbraio il dramma vissuto dagli esuli giuliano-dalmati perché la loro tragedia diventi memoria collettiva».
Il j’accuse di valditara
La prima linea adottata dal ministero dell’Istruzione e del Merito sul «grave episodio», indicava un’inchiesta per acquisire dal dirigente dell’istituto comprensivo Sottomarina Nord «tutti gli elementi utili a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e ad accertare le responsabilità del gesto di propaganda neofascista». Una condanna, più che un avviso di indagine interna, che aveva fatto sollevare il sopracciglio anche al senatore veneziano di FdI, Raffaele Speranzon. «Me ne frego di quello che ha detto Valditara, per me è un testo magnifico. Mi meraviglierei se ci fossero sanzioni». Per il senatore, il problema non poteva essere la canzone quanto «tutte quelle amministrazioni che non hanno fatto i conti con la storia e non celebrano il Giorno del Ricordo, un capitolo nero degli orrori comunisti».
Il preside sbigottito
Davanti alla linea dura annunciata da Roma, il preside Luigi Zennaro aveva preferito non commentare, d’altronde già il giorno prima aveva spiegato di non ravvisare alcun problema sul testo della canzone, «perfettamente in linea con il significato del Giorno del ricordo e con i contenuti della legge nazionale che lo ha istituito». Non solo, Zennaro aveva anche spiegato che «la scuola non fa politica e onora allo stesso modo tutte le feste che si susseguono durante l’anno, dal 25 aprile al Giorno della memoria, con la stessa serietà».
Il dietrofront
Dopo qualche ora, è arrivato il dietrofront del ministero di Valditara: «Dopo attenta verifica con la dirigenza dell’istituto scolastico», si legge in una nota, «il Ministero ha appurato che, contrariamente a quanto affermato da esponenti politici, nell'Istituto comprensivo Sottomarina Nord di Chioggia, il 10 febbraio non si è cantata alcuna canzone fascista. Si apprende, inoltre, che la canzone cantata dagli studenti è stata scelta nell’esclusivo intendimento di commemorare il Giorno del Ricordo». Allora, anche Speranzon torna sul caso, definendo la precisazione di Valditara «tanto ovvia quanto tardiva, che certifica una verità che era evidente fin dall’inizio». Il dito resta puntato contro Cgil e Pd: «Resta un danno profondo, causato da una parte della sinistra politica e sindacale che, in nome di un pregiudizio ideologico, non ha esitato a colpire dei minorenni e il loro corpo docente».
Anche Lucas Pavanetto, vice presidente regionale, si è rammaricato «per la solita polemica politica della sinistra» e ha spezzato una lancia a favore dell’insegnante che ha scelto la canzone, «finita sotto accusa per quale motivo? La sua unica colpa è stata quella di avere una mente aperta».
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