Cambiare vita, in Tanzania a quasi 50 anni «Rinuncio al superfluo e aiuto i bambini»

il personaggio
Ci vuole coraggio per cambiare vita alla soglia dei 50 anni. Lasciare tutto e trasferirsi in un altro paese, con una mentalità di diversa, usi e costumi differenti. E dove la povertà la vedi con i tuoi occhi, ogni giorno. Nicola Maguolo ha 47 anni, fatti in novembre, è originario di Martellago, dove abitano la mamma, la sorella, il figlio avuto da una precedente relazione e la zia.
Da tre anni vive in Tanzania e si occupa di salute e istruzione dei bambini. Adesso ha scritto un libro per raccontare la sua storia. La Tanzania è tre volte l’Italia, nella parte orientale dell’Africa, è bagnata dall’Oceano Indiano e tra i suoi confini c’è il Kilimangiaro, la vetta del continente e famoso per essere citato in una canzone di Edoardo Vianello. Maguolo lavorava nel settore della logistica. San Benedetto di Scorzè e Rubelli Tessuti di Venezia sono solo alcune delle esperienze lavorative nei suoi 25 anni precedenti. Una laurea in Tecniche artistiche e spettacolo ed Economia e gestione delle arti a Ca’ Foscari a Venezia, un certo punto ha detto basta.
«L’ultimo datore di lavoro» spiega Maguolo «mi ha chiesto il concordato e avrei continuato ma senza stipendio. A quel punto, ho deciso di cambiare strada. In termini economici ci ho perso ma sotto l’aspetto umano non ci sono paragoni, sono molto soddisfatto. Vivo come un africano (a Nord della Tanzania ndr), non sempre ci sono la luce e l’acqua. Ho una compagna del posto, un figlio nato undici mesi fa. Sto bene, è una scelta di vita, rinuncio al superfluo e aiuto gli altri: meglio dare che avere». Maguolo è giunto in Africa nel 2016; un’esperienza con una onlus di Treviso tra Kenya e Tanzania, e si è stabilizzato da marzo 2017. «Poi l’associazione ha deciso d’interrompere il progetto» spiega «ma ho voluto andare avanti lo stesso. Sono l’unico straniero nella zona; con altri cinque africani, ho messo in piedi la Smiley Hand Organization (www.smileyhandtanzania.org o la pagina Facebook ndr), nata per promuovere progetti d’istruzione e la salute dei piccoli. Sosteniamo un asilo, una scuola elementare, facendo corsi d’inglese e tecnologie dell’informazione, e un centro per bambini disabili. Qui la mentalità è diversa; il volontariato è visto come le associazioni profit e mi sono dovuto confrontare con chi voleva lucrare. Ci sostengono privati e persone di cuore ma qui c’è molto da fare».
Ama leggere e scrivere; ha scritto un libro, L’estate fortunata, un diario di viaggio, un percorso dentro alle missioni umanitarie. Si può acquistare su Amazon, leggere con l’applicazione di Kindle. Il suo futuro si chiama Africa. «Ho tante cose da fare» spiega «e vorrei portare avanti dei progetti in Kenya e Uganda. Vorrei che queste idee crescessero; qui le bambine si sposano anche a 12-13 anni e, assicurando loro un’istruzione, impediamo che ciò accada». Cambiare vita si può, anche quasi a 50 anni. —
Alessandro Ragazzo
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