Allerta sanitaria per il caldo, rider e portuali i più esposti all’afa

Le temperature bollenti anche nel Veneziano proseguiranno almeno fino a lunedì 29 giugno. Cali di tensione provocano black out elettrici in città e provincia. Il record di Campagna Lupia: 45 gradi percepiti alle 9 del mattino

Edoardo Fioretto, Rosario Padovano
Turisti cercano refrigerio in centro storico a Venezia
Turisti cercano refrigerio in centro storico a Venezia

Alle 9 del mattino Campagna Lupia era già oltre la soglia del disagio estremo. Non il caldo del primo pomeriggio, non il sole verticale del litorale. Con una temperatura percepita di 45,4 gradi, il valore più alto registrato venerdì 26 giugno in Veneto secondo le stazioni Arpav. Il termometro continua a consacrare il Veronese come provincia con le massime più alte sul profilo delle mere temperature, con picchi di 38 gradi in alcune località. Ma è l’umidità del Veneziano a raccontare un’altra classifica: quella dell’umidità, dell’aria ferma, della pianura veneziana che trattiene il calore e lo restituisce addosso come un muro.

Nel Veneziano il caldo resta centrale. Campagna Lupia, Mira, Mestre, Venezia, Chioggia: le stazioni hanno indicato valori percepiti quasi ovunque superiori ai 40 gradi. È la fascia dell’intenso disagio fisico, quella in cui stare esposti diventa fatica anche senza muoversi. Figurarsi lavorare, camminare, salire un ponte, portare una consegna.

Venezia entra sabato nel quinto giorno consecutivo di bollino rosso nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, insieme ad altre 17 città. E ci resterà almeno fino a domani. Il livello rosso indica condizioni di rischio per tutta la popolazione, soprattutto quando l’esposizione si prolunga. Giugno, ancora una volta, si comporta da agosto anticipato.

I dati Arpav spiegano il salto. Tra il 14 e il 23 giugno la temperatura media regionale è stata superiore di 4,1 gradi rispetto al trentennio 1991-2020. Per le massime lo scarto è salito a 4,4 gradi. L’ondata di questa seconda metà di giugno è tra le più significative degli ultimi trent’anni. Se il caldo proseguirà fino a fine mese, giugno 2026 potrebbe avvicinarsi ai valori record del 2003, del 2019 e del 2025.

La Cgil, poi, guarda con preoccupazione ai rider del delivery. Lavorano spesso nella fascia di pranzo, quando altri settori devono fermarsi. Con dotazioni minime, portano cibo mentre la città cerca riparo.

Ma il caldo entra anche nelle infrastrutture. Un black out diffuso venerdì ha colpito Fossalta di Portogruaro. Nel fine settimana, con Bibione al buio, molti turisti tedeschi hanno protestato per non avere potuto vedere in televisione la partita dei Mondiali Germania – Costa d’Avorio (2-1 in rimonta). Il grande caldo è tra le cause dell’interruzione di energia. Infatti, E-Distribuzione ha spiegato che le interruzioni non sono legate soltanto all’aumento dei consumi, ma soprattutto alle condizioni climatiche eccezionali che impediscono alle linee interrate di disperdere il calore.

Anche l’ospedale civile Santi Giovanni e Paolo di Venezia ha dovuto fare i conti con un blackout di alcune ore i giorni scorsi. I sistemi salvavita e le apparecchiature sanitarie essenziali sono rimasti protetti dai generatori di emergenza, ma una parte della corrente non indispensabile è venuta meno e alcune visite sono state spostate.

La giornata veneziana per il turismo diventa una poi sequenza di gesti piccoli e necessari. Bottiglie d’acqua nello zaino. Ombrelli per ripararsi. Visite nei musei per cercare frescura. Comune l’immagine di turisti che cercano ombra sotto i portici.

Campagna Lupia, venerdì mattina, è stata il punto più chiaro della mappa. Non perché sia più calda di tutti in assoluto, ma perché lì l’umidità ha trasformato una mattina qualunque in una prova fisica. Sintomo un provincia che fa i conti l’umidità.

Alle 9 il giorno era appena iniziato. La temperatura percepita aveva già superato i 45 gradi. Il resto era solo attesa: della frescura serale, dei nuovi bollettini meteo e di una notte che non rinfresca abbastanza.

 

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