Botega Cipriani a Venezia riapre con il vigilante anti borseggiatori
Il negozio era rimasto chiuso una settimana «per aggressione». La commessa ferita: «Ho dolori e ammetto di avere paura»

Cipriani riapre, con la security. Mercoledì 8 luglio dopo una settimana di chiusura «per aggressione», la Bottega Cipriani di Frezzeria, ha cambiato il cartello in “Welcome. Siamo aperti”.
All’interno c’è Darwin, boliviano ingaggiato dal negozio del noto marchio, che difende la bottega da borseggiatrici e borseggiatori, ladri improvvisati e bande di pickpocket dopo che una settimana fa due dipendenti sono state aggredite da un gruppo di donne per aver difeso le clienti e i turisti dal pericolo di farsi portare via tutto, rimediando insulti botte e caldi.
Dietro il bancone la store manager che assieme alla collega, aveva subito l’aggressione, la quale non nega di essere ancora sotto shock per l’accaduto, oltre che dolorante a un arto. Dopo una settimana, è tornata al lavoro.
È più serena, anche se quanto successo le è rimasto impresso, e di certo non lo dimenticherà nell’arco di pochi giorni. Non è certa se lo rifarebbe, se interverrebbe ancora, perché la paura è tanta e ammette di avere timore soprattutto di eventuali ritorsioni.
Non tanto quelli delle donne, ma da parte degli uomini che le accompagnano e dei gruppi criminali dediti a questo genere di reati, che non accettano che gli venga rovinata la piazza.
«Abito a Venezia» dice «non sono coraggiosa, ammetto di avere paura».
Borseggiatrici mercoledì 8 luglio, nella calle che porta a San Marco, ce n’erano meno del solito e la guardia giurata non è mai entrata in azione, anche se era pronta a difendere le commesse e i clienti.
Ma nella zona di Rialto, i Veneziani non distratti ne hanno contato almeno cinque sei, borseggiatori in gruppo, uomini in maggioranza.
Cambiano i vestiti, si travestono da turisti con i cappelli di paglia in testa e grandi occhiali da sole, cercano di non dare nell’occhio, ma vengono puntualmente immortalati e postati sulle pagine Facebook dei cittadini attivi.
Nel pomeriggio, la consigliera comunale Monica Poli, si è recata in Frezzeria, per controllare la situazione.
«C’era una borseggiatrice che controllava la zona» spiega «poi davanti al Museo Correr, a San Marco, l’ho pizzicata che stava tentando di borseggiare dei turisti e l’ho portata ai vigili. Noi ci siamo e continuiamo a segnalare e difendere i cittadini, i turisti ignavi e le persone che lavorano, nonostante tutto».
Il dispiegamento di forze dell’ordine in centro storico, è imponente: guardia di finanza, carabinieri, militari, polizia di Stato, presidiano le zone calde.
La Polizia locale munita di taser continua a presidiare le calli delle zone più affollate, l’area di piazzale Roma, la Stazione, Rialto, gli imbarcaderi, i pezzi di città più sottoposti al pericolo che i borseggiatori agiscano indisturbati, approfittando del caldo, dell’afa, della gente che cammina guardando Google maps sul cellulare senza alzare la testa, con gli zainetti sulle spalle, per alleggerirli. Nuovi agenti della Locale arriveranno, sulla scorta del nuovo bando.
Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri di Venezia, per inchiodare le borseggiatrici che una settimana fa hanno aggredito le commesse di Cipriani, e soprattutto raccogliere le prove di quanto fatto.
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