Barcavelox a Venezia: controlli in arrivo su Murano, Burano, Lido e Tessera
Il Comune di Venezia punta a estendere il Barcavelox a nuovi canali della laguna già dal 2027, dopo l’omologazione. In due anni di sperimentazione sono state elevate circa 3mila multe, mentre cresce l’attenzione anche sulle condizioni psicofisiche di chi guida le barche.

Da Tessera al canale retro Giudecca, dal Lido a Mazzorbo. E poi Murano, Burano e Sant’Elena. L’estensione del Barcavelox - il sistema per il controllo della velocità delle imbarcazioni - è sempre più vicina e, omologazione permettendo, potrebbe diventare realtà già dal prossimo anno.
E, una volta ottenuto il via libera da Bruxelles e dal Ministero dei trasporti (Mit), il Comune intende avviare interlocuzioni con i vari enti di competenze delle acque per allargare il controllo dei canali. Eppure, intervenire solo sulla velocità non basta: per la polizia locale va affrontato anche il discorso delle condizioni psicofisiche di chi guida le barche. «È un tema che dobbiamo porci», ha detto in commissione consiliare il comandante della polizia locale Marco Agostini.
La mappa delle estensioni
«Il Barcavelox è un’innovazione fortemente voluta da questa amministrazione», spiega in commissione consiliare l’assessore Michele Zuin, «siamo riusciti a far modificare il Codice della strada per avere uno strumento adeguato anche dal punto di vista tecnologico. Ora c’è la volontà di ampliarlo», aggiunge.
L’elenco delle zone interessate dall’estensione comprende Sant’Elena, dai giardini alla darsena, fino al diporto velico e l’Arsenale nord. Tre le aree coinvolte al Lido: da Santa Maria Elisabetta al Casinò, fino alla sede dell’Associazione velica lido e il canale di San Servolo. E poi il tratto che va da Murano Colonna a Murano Faro, da Burano cimitero alla fondamenta Pizzo, il canale di Mazzorbo e, infine, un tratto del canale di Tessera, darsena dell’aeroporto compresa. «Non essendo acque di nostra competenza», dice Zuin, «bisognerà dialogare con altri enti e assisterli, perché i costi saranno a carico loro».
Il primo riscontro, da parte dell’Autorità per la laguna, è positivo: «Siamo allineati con il Comune», conferma il presidente Roberto Rossetto, «anche noi crediamo nella necessità di estendere il Barcavelox. Stiamo facendo delle verifiche per capire la fattibilità: oltre alle telecamere serve la fibra».
I numeri della navigazione
Rossetto ha anche fatto sapere di aver inserito nel bilancio preventivo dell’Autorità per la laguna 200 mila euro per avviare una banca dati della navigazione lagunare: «L’ultimo studio organico risale al 2001, va aggiornato».
A snocciolare i numeri, il dirigente comunale Alberto Chinellato: «Sono 250 le licenze tra taxi e nolo, 98 per il Gran Turismo, 382 per il trasporto delle merci». Accanto a queste, ci sono poi dieci licenze per il trasporto sanitario, 11 per quello funebre e 12 idroambulanze. Ben 1600 le licenze per le attività private. Numeri che rendono l’idea del traffico acqueo e della necessità, sollevata dal Comune così come dall’Autorità per la laguna e dalla polizia locale, di tenerlo sotto controllo in maniera più capillare.
Omologazione in arrivo
Dopo due anni, la sperimentazione del Barcavelox si concluderà il prossimo 13 dicembre e l’amministrazione comunale si dice ottimista: l’omologazione dovrebbe arrivare per quei. Probabilmente, a dare qualche certezza in più a Ca’ Farsetti è stato lo stesso ministro Matteo Salvini che nelle scorse settimane ha incontrato il sindaco e ha affrontato anche il tema dell’omologazione.
In questi due anni di sperimentazione sono state circa tremila le multe elevate dalla polizia locale e di queste la metà è stata impugnata. Il comandante Marco Agostini, però, si dice entusiasta: «Il sistema funziona, siamo partiti soft e ora stiamo aumentando il numero delle barche controllate. Gli incidenti più gravi sono avvenuti proprio in quelle aree non soggette al nostro controllo», fa presente.
Autisti sotto sostanze
Eppure, Agostini sottolinea anche che intervenire sulla velocità non basta: «Un altro tema sono le condizioni psicofisiche di chi conduce i mezzi, dobbiamo porci questo problema», fa notare.
A intervenire su questo punto è anche il consigliere di opposizione Marco Gasparinetti: «Bene che sia stato il comandante a sollevare questo discorso: è un segreto di Pulcinella. La droga a Venezia sta diventando un problema», aggiunge, ricordando che le sostanze sono state al centro di diversi fatti di cronaca che hanno scosso la città negli ultimi mesi, dagli accoltellamenti estivi alla sparatoria dell’Arsenale. Gasparinetti sottolinea l’importanza dei controlli periodici sui tassisti che, spiega Chinellato, avvengono con cadenza biennale e comprendono esami del sangue e del capello.
L’opposizione
Il Pd, invece, ha colto l’occasione per allargare il discorso alla Legge Speciale. «Qui si pone il tema della specificità di Venezia», sottolinea Nicola Pellicani, «il sindaco ha detto che va affrontato con tutte le forze politiche, siamo qua per farlo. Servono tempi più celeri e una gestione unitaria delle acque lagunari».
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