Atti persecutori alla preside «Intimorita da quell’uomo»

MIRANO. Ogni dieci del mese, da quel 10 novembre 2011, si presenta fuori dal liceo Majorana-Corner di Mirano con i cartelloni che ricordano il figlio Leonardo, professore di 35 anni dello stesso istituto superiore morto suicida dopo che era venuta alla luce la sua relazione con una studentessa.
Pierluigi Pasqualetto, 69 anni, è ora a processo per atti persecutori e diffamazione nei confronti della preside del liceo, la professoressa Claudia Berto, che nel procedimento si è costituita parte civile con l’avvocato Franca Tonello. Secondo Pasqualetto, il figlio è un «morto sul lavoro» e l’istituzione scolastica, in primis la preside, avrebbe giocato un ruolo di «istigazione al suicidio». Il papà di Leonardo deve rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali nei confronti di due carabinieri che lo avevano bloccato mentre distribuiva in piazza volantini al vetriolo sulla vicenda. Ieri, davanti al giudice monocratico Sara Natto, ha parlato la preside.
«Con costanza si presenta davanti a scuola ogni dieci del mese da quella volta, eccezion fatta per l’anno in cui aveva l’obbligo di non avvicinarsi, e ancora adesso continua», ha raccontato la professoressa Berto, sottolineando il timore che le incute la presenza di quell’uomo. «Devo accodarmi ad altri insegnanti oppure devo aspettare che arrivi qualcuno perché da sola non posso entrare o uscire», ha riferito la dirigente scolastica ricordando come, nel 2013, sia stata vittima di un attacco di panico per il quale è stato necessario rivolgersi al Pronto soccorso per le cure del caso. Un teste ha riferito che, quando Pierluigi Pasqualetto è tornato a presentarsi davanti a scuola dopo l’anno in cui non era più venuto, le condizioni di salute psicofisiche della preside sarebbero cambiate improvvisamente. Una rabbia, quella del padre di Pasqualetto, che manifesterebbe anche sul proprio profilo Facebook.
Accuse, queste, respinte dalla difesa rappresentata dall’avvocato Bruno Tegon. Per dimostrare il ruolo della scuola nel suicidio di Leonardo, il legale ha incalzato i testimoni (alcuni dipendenti del liceo) sulla gestione del protocollo e dei documenti inerenti il prof, contestando le procedure, le veridicità delle firme, le estreme difficoltà nel reperire il dossier personale di Leonardo (gli ultimi documenti sarebbero stati consegnati alla difesa solo a dicembre 2016). Un teste ha sottolineato come, nei rapporti con la segreteria scolastica, Pasqualetto si sia tuttavia sempre posto con rispetto. Secondo il legale non ci sarebbe stato un procedimento disciplinare nei confronti del prof dopo che la relazione era venuta alla luce. Il docente, saputo del repentino allontanamento da scuola, avrebbe visto il mondo crollargli addosso, scegliendo di farla finita.
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