Aperture festive, sciopero alla Coop di Carpenedo

«Cari soci e clienti, scusate il disturbo ma noi scioperiamo».
Ieri mattina dalle 10 alle 12, a singhiozzo, blocco dell’attività al supermercato Coop di via San Donà, a Carpenedo. Lavoratori a braccia incrociate e niente spesa per uno sciopero improvviso proclamato dai delegati di Cgil, Cisl e Uil. Dopo un confronto con l’azienda venerdì, i lavoratori della Coop di Carpenedo hanno messo in atto uno sciopero che avevano tentato anche la scorsa settimana, ma che era saltato nel timore dell’utilizzo di lavoratori interinali a chiamata per sopperire ai disagi.
E tra i temi c’è anche il lavoro domenicale. «L’azienda ha prospettato nell’incontro il ricorso al lavoro domenicale», conferma Monica Zambon della Filcams Cgil. «E così oggi i lavoratori hanno deciso di bloccare l’attività». Di fatto, anche se il lavoro domenicale è solo uno dei motivi, lo sciopero della Coop di Carpenedo è la prima azione di protesta dei lavoratori contro il lavoro domenicale e festivo, che sta infiammando la polemica tra mondo della grande distribuzione e sindacato e che porterà la Cgil da sola a scioperare il primo maggio.
I lavoratori spiegano: «Con la nuova apertura domenicale, non c’è nessuna previsione di assunzioni bensì la frammentazione degli orari di lavoro». E aggiungono gli altri temi di scontro. C’è il mancato «riconoscimento di una parte del contratto integrativo aziendale», ci sono problemi di confronto con l’azienda su organizzazione del lavoro e straordinari e c’è, scrivono nel volantino distribuito ai clienti (molti sono anche soci della Coop), «la continua e progressiva diminuzione di organico con la conseguenza di un peggioramento della qualità del servizio ai nostri soci e clienti e degli orari di lavoro».
Intanto sul fronte sindacale in vista dell’annunciato sciopero della Cgil del 1° maggio, contro l’ipotesi di aperture anche nei giorni di festa come il 25 aprile e la Festa dei Lavoratori, restano le diversità di vedute tra organizzazioni sindacali.
Ieri lo ha ricordato Roberto Montagner, segretario della Camera del Lavoro, all’incontro in Provincia su giovani e lavoro. «Chi si presenta alle selezioni per il lavoro domenicale, e ce lo hanno detto proprio quei giovani, finisce col prendere tre euro netti l’ora. Non è precarietà, è sfruttamento», segnala, preoccupato. «Mi auguro che oltre al sindaco di Milano Pisapia, anche il sindaco Orsoni faccia sentire la sua voce su questa questione. Sarebbe utile». Ieri mattina si è svolta anche una assemblea dei lavoratori del Panorama.
Luca Zuin della Fisascat Cisl cerca di spiegare il no di Uil e Cisl allo sciopero. «Non siamo contrari alle motivazioni della protesta, che ci vedono concordare con la Cgil. Noi non siamo d’accordo sull’utilizzo dello sciopero in un giorno festivo: ai nostri iscritti diremo che il 25 aprile e il 1° maggio, se l’azienda chiede loro di lavorare, possono tranquillamente dire di no senza temere provvedimenti disciplinari, perché la norma prevede il lavoro festivo solo se c’è la disponibilità del lavoratore. Se tutti non si presentano al lavoro non serve organizzare uno sciopero».
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