Anarchici contro il banchetto di Fratelli d’Italia: attimi di tensione a Mestre
Gli antagonisti hanno rivolto insulti contro i volontario del partito. Condanne bipartisan di Venturini e Martella

Momenti di tensione questa sera, sabato 2 maggio, in piazza Ferretto a Mestre, quando un gruppo di anarchici ha rivolto offese e insulti al banchetto elettorale di Fratelli d’Italia. Gli anarchici avevano stabilito, poco distante, un presidio contro l’articolo 41bis e la detenzione di massima sicurezza per l’anarchico Alfredo Cospito.
Dopo aver distribuito volantini una quarantina di giovani anarchici si è diretta in piazza Ferretto, dove - tra gli altri - c’era anche il banchetto elettorale di Fratelli d’Italia. Gli anarchici hanno gridato contro i volontari del partito di Giorgia Meloni, che si sono schierati in fila mettendosi a cantare l’inno d’Italia.
Non c’è stato contatto tra i due gruppi, ma c’è mancato pochissimo. La presenza di Polizia e carabinieri ha evitato che i due gruppi venissero in contatto.
Le reazioni
Fioccano le reazioni politiche alla serata di tensione accaduta a Mestre sabato 2 maggio. E lo scontro sfiorato tra anarchici e Fratelli d'Italia diventa un caso politico: «Quanto successo in piazza Ferretto è inaccettabile e incompatibile con i valori democratici che questa città ha sempre difeso» spiega il candidato sindaco del centrodestra Simone Venturini, esprimendo la sua solidarietà al partito di Meloni.
«Esprimo la più netta condanna per quanto accaduto a Mestre. Questo tipo di azioni non devono trovare spazio nella nostra città» gli fa eco il candidato sindaco del centrosinistra, Andrea Martella. Più ruvido il commento del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Raffaele Speranzon:
«Una manifestazione per difendere un detenuto al 41-bis come Alfredo Cospito e magari colpire, nel cuore di Mestre, in una piazza Ferretto gremita di famiglie, bambini e cittadini, il gazebo elettorale di Fratelli d’Italia. È questo il concetto di “democrazia” delle peggiori sinistre: quelle che, incapaci di confrontarsi, scelgono ancora una volta la violenza contro le persone, le istituzioni e la società civile, trasformandola nel loro unico linguaggio. Per questo vanno fermati» ha concluso Speranzon.
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