Aggredì il sacerdote di Catene di Marghera Condannato a 8 mesi
Aggredì il prete. Il cadorino M.S. è stato condannato a otto mesi e 15 giorni di reclusione più duemila euro di anticipo sul risarcimento dal giudice Feletto per lesioni al veneziano don Lio Gasparotto.
Pena sospesa, pur essendo stato dichiarato socialmente pericoloso, in una perizia psichiatrica.
Nella sua sentenza, il magistrato bellunese ha considerato l’attenuante della seminfermità mentale prevalente sull’aggravante. Mentre è stata assolta per non aver commesso il fatto la madre, che doveva rispondere soltanto del reato di violazione di domicilio.
Secondo il pubblico ministero Gulli, l’uomo avrebbe meritato un anno e quindi la madre otto mesi, mentre per il difensore Degli Angeli entrambi andavano, in qualche modo, scagionati dalle accuse.
Gasparotto era tutelato dal legale veneziano Vassallo. I fatti sono del 26 luglio 2015, mentre il parroco della Madonna della Salute di Catene di Marghera stava tenendo un campo scuola nel cortile della parrocchia di Domegge.
I ragazzi in vacanza non possono che essere vivaci e capita che i loro giochi, canti e balli infastidiscano i vicini di casa. Soprattutto qualcuno, che perde alla svelta la pazienza, magari esasperato da qualche altro paesano.
Gli imputati erano accusati di aver abbattuto una rete di recinzione per entrare nel cortile della chiesa parrocchiale di Domegge.
Sempre secondo l’accusa, uno dei due ha tentato di aggredire il sacerdote che, per evitare lo scontro fisico, ha cercato di scappare.
Inseguito dall’uomo per le strade del paese, è caduto rovinosamente a terra, procurandosi la frattura composta di tre costole anteriori di sinistra. Dolorante e ancora impaurito, don Lio era stato trasportato all’ospedale Giovanni Paolo II di Pieve di Cadore dove i medici l’avevano medicato con una prognosi complessiva di 25 giorni, salvo complicazioni.
In definitiva la madre deve solo aver tentato di fermare il figlio, mentre quest’ultimo è stato dichiarato colpevole del reato contestato, pur soffrendo di un vizio parziale di mente. Novanta giorni per le motivazioni. —
Gigi Sosso
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