Addio al Colonnello, il re della colonia felina di Forte Marghera

Il grande gatto tigrato amato e coccolato da tutti i volontari dell'Enpa, soprannominato anche Il Comandante, aveva 15 anni, ed era considerato il custode del Forte. 

Marta Artico

«Ciao Colonnello. Sono dolci le nostre lacrime perché portano un meraviglioso ricordo, speciale fra gli speciali. Il tuo sguardo era una luce per tutti noi è ha sempre illuminato il nostro rifugio».

E' il messaggio con il quale le volontarie ei volontari Enpa , hanno voluto rendere omaggio al grande micio tigrato dallo sguardo fiero _ aveva dimensioni davvero notevoli _ che ti accoglieva all'ingresso del gioiello militare della città, soprattutto fintanto che il rifugio si trovava in postazione centrale. La sua stazza e il suo portamento, gli sono valsi il soprannome, oltre al fatto che dopo tanti anni, era oramai un vero e proprio veterano.

Ma c'è anche un altro motivo. Di battaglie, ne aveva superate tante, soprattutto da piccolo. Era arrivato all'età di due anni al Forte, dopo essere stato picchiato con una pala da un contadino di una zona di campagna, nell'area di Dese. Le botte gli avevano causato dei problemi alla parte terminale della colonna vertebrale, ed era da sempre bisognoso di cura.

Ma ciò non gli ha mai impedito di mangiare per primo, farsi rispettare dagli altri gatti che si sono succeduti in questi anni, e catalizzare l'affetto delle volontarie, che per lui si davano i turni anche durante le ferie. E adesso che il Colonnello ha attraversato il Ponte dell'Arcobaleno, lo hanno voluto celebrare con diversi post che ne ricordano le “gesta”.

«Sei arrivato piccolo e maltrattato, con una brutta frattura che ti ha fatto perdere la coda e dato fastidio fino al tuo ultimo respiro. Quindici anni insieme, l'amore che ti è stato dato dalle volontarie che ti hanno seguito è stato da te immensamente restituito. Eri il Re del rifugio e il tuo ricordo non sbiadirà mai, la luce dei tuoi occhi resterà per sempre nel nostro cuore. Buon viaggio Comandante».

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