Addio a Tullio Vallery un’icona per i dalmati
È morto sabato all’Ospedale dell’Angelo, Tullio Vallery, nato a Zara 96 anni fa. Da alcuni anni il celebre esponente dell’associazionismo dei Dalmati, profugo in laguna e residente nel rione “Vaschette” di Marghera, era ospitato al Centro Nazareth. Dal 1954 è stato cancelliere della Scuola Dalmata di Venezia, dal 1992 al 2014 “Illuminato Guardian Grande”, poi emerito. Intensa l’attività culturale. Per la sua Zara fu storico, pubblicista, scrittore. Fondò e diresse la Collana Ricerche storiche “J. M. Trèveri”; fu direttore dell’Archivio-Museo della Dalmazia. Durante le interviste sottolineava sempre il dramma della guerra: «Siamo stati vittime di due nazionalismi, l’italiano e il croato. I residenti prima della guerra erano 20.000, ne fuggirono quasi 15.000. I morti furono 2.000». Commosso il Guardian Grande Piergiorgio Millich: «È stato un buon padre e una presenza ascoltata. Per ogni decisione mi affidavo alla sua saggezza. Vallery si dedicò alla nostra antica associazione fondata nel 1451. Il suo atto più grande: la creazione dell’Archivio-Museo per dare continuità alla Scuola con il ciclo del Carpaccio che languiva. Stava preparando una collana di studi. Per il trigesimo è prevista una manifestazione con le 5 storiche Scuole».
Cordoglio per la scomparsa di Vallery è espresso da Gianfranco Bettin. «Con lui abbiamo molto lavorato, in sintonia e in amicizia, per trasmettere questa storia alle nuove generazioni, per conservarla e riscoprirla nella vicenda attuale della città, con l’istituzione del Giorno del Ricordo dell’esilio e delle foibe, con l’intitolazione di una piazza a Marghera fra le prime in Italia a ciò dedicata. Gli dobbiamo molto». Il funerale domani alle 11 nel cimitero di San Michele officiato dal vicario generale don Angelo Pagan. —
Nadia De Lazzari
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