Via i libri, arriva il tablet: ora si usa l’e-book

All’istituto San Marco la sperimentazione coinvolge gli studenti del secondo anno. La preside: «Una bella sfida anche per i docenti: a volte imparano dai ragazzi»

Hanno 16 anni, le mani che friggono di curiosità per la nuova tavoletta, ma quando suona la campanella della ricreazione volano a frotte in bar a prendere la pizzetta e poi subito a giocare in cortile: l’Ipad resta chiuso in aula. Giornata di festa ieri all’istituto salesiano San Marco alla Gazzera per la consegna di 170 tablet Apple agli studenti di cinque classi del secondo anno del Centro professionale (tre di grafica, una di elettronica e una di meccanica) e due classi del quarto anno dell’istituto tecnico dell’indirizzo Arti grafiche. Altri cinquanta tablet, nei giorni scorsi, sono stati consegnati ai docenti, che li hanno presi in mano con più curiosità dei loro studenti.

La distribuzione del tablet è frutto di un accordo raggiunto a livello nazionale dal centro nazionale delle opere salesiane con Apple. I ragazzi sono entusiasti, ma sanno che l’uso del tablet in classe sarà regolamentato. Ad esempio gli informatici dell’istituto hanno studiato un’app (un’applicazione è un programma informatico) che consente ai docenti di attivare, a seconda delle necessità didattiche, la connessione Internet con il wi-fi. Altro paragrafo del regolamento: durante l’intervallo l’ipad deve restare chiuso. «Non vogliamo vedere i ragazzi tutti con gli occhi sullo schermo» spiega la preside dell’istituto superiore Claudia Cellini «l’ipad sarà uno strumento utile, ma non sarà una rivoluzione, i temi di italiano e i problemi di matematica si continueranno a risolvere con la penna». Almeno per il momento.

Di certo in classe i docenti dovranno entrare con uno spirito diverso e l’età media degli insegnanti - quarant’anni - aiuta, così come dovrebbero essere state d’aiuto le cento ore di formazione fatte fino a qui. «Stiamo già lavorando alla realizzazione e-book e dispense fatte in casa» spiega il responsabile del Centro di formazione professionale Alberto Grillai «che ci permetterà in futuro di pensare anche ad usare meno libri». E c’è già un’applicazione (Beebord) che permette di usare l’ipad come una lavagna: quel che digita il prof lo vedono anche gli alunni sulle loro tavolette. «È una bella sfida anche per i docenti» riflette la preside «perché aumenta la partecipazione dei ragazzi, anche considerando che molte volte sono più bravi loro di noi a cercare o gestire applicazioni». Se la sperimentazione dovesse andare a buon fine, l’uso del tablet in classe potrebbe essere presto esteso a tutti i 550 alunni della scuola. I tablet, con relativa custodia, non sono regalati: per usare l’Ipad 3 (16 gb) i ragazzi pagheranno 18 euro al mese per due anni, periodo al termine del quale, con ulteriori 20 euro, potranno riscattare lo strumento. Dopo la giornata di consegna di ieri, oggi partiranno le lezioni con il tablet, l’ultimo progetto di un istituto che vede al suo interno cfp (con 12 ore di laboratorio la settimana) istituto tecnico e pure l’università.

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