Sospeso all’Alcoa il blocco delle merci Lo sciopero resta

FUSINA. Continua lo sciopero di 2 ore per turno di lavoro ma il blocco delle merci in portineria è stato rimosso dopo l’aut-aut posto dall’azienda ai rappresentanti sindacali dei lavoratori dell’Alcoa (ex Alumix) di Fusina.
Venerdì scorso, dopo il primo giorno di presidio della portineria (con il blocco delle merci in entrata e uscita) la direzione di stabilimento aveva replicato ai sindacati che se il blocco delle merci non fosse stato rimosso, non solo si sarebbero interrotte del tutto le trattative sul premio di produzione , ma ci sarebbe stato il rischio di fermare la produzione, dirottando la lavorazione dei laminati fatta a Fusina, in altri stabilimenti della multinazionale. A quel punto Rsu e sindacati territoriali hanno accettato di rimuovere il blocco delle merci in portineria, ma non lo sciopero articolato per turni di lavoro che continuerà fino al 4 maggio, data in cui è previsto un nuovo incontro con la direzione aziendale sulle due questioni irrisolte: il pagamento del premio di produzione relativo al 2011 (per il quale l’azienda è disposta a sborsare solo 200 euro a fronte dei 1.200 pagati per il 2010) e le prospettive dello stabilimento di Fusina che resterebbe l’ultimo in Italia dopo la prossima chiusura di quello di Portovesme, in Sardegna. Dall’1 gennaio scorso è scattata la cassa integrazione ordinaria per un massimo di 270 dei 300 dipendenti diretti. Per questo Fiom, Fim e Uilm chiedono da tempo «un piano industriale e di investimenti chiaro che tolga ogni dubbio a chi pensa che Alcoa voglia abbandonare del tutto l’Europa».
Intanto, dopo l’esposto presentato da un gruppo di lavoratori alla Procura di Venezia, lo Spisal dell’Asl 12 veneziana ha sottoposto a controlli medici un primo gruppo di lavoratori. Nell’esposto presentato in Procura si denunciano, infatti, gli scarsi controlli dello Spisal (Medicina del Lavoro) sugli ambienti di lavoro e sui lavoratori dell’Alcoa di Fusina ancora esposti alle fibre d’amianto, un materiale bandito dalla legge dal 1992. Dalle visite sanitarie promosse dall’assoziazione Osservatorio Nazionale Amianto risulterebbe che 6 dei 40 lavoratori controllati hanno rivelato tracce di asbestosi, malattia professionale causata dall’amianto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








