Zecchin: «Non sarò il classico giocatore-allenatore»

MESTRE. Il Mestre proverà a spiccare di nuovo il volo verso il professionismo con un Gianpietro Zecchin in panchina. L’Eccellenza sembra garantita (l’annuncio ufficiale è atteso a giorni) ma per “Zecco” inizia una nuova vita ed è lui stesso a raccontarla. «Siamo stati in molti alla a finestra in attesa di sapere quale sarebbe stato il futuro della società fino alla decisione finale» parole di Zecchin «io stesso mi stavo guardando intorno anche perchè un altro paio di anni penso li avrei potuti fare nonostante la caviglia dia sempre problemi. Un giorno, mentre ero in ferie mi chiama Busolin che mi chiede, al rientro, di passare in sede per parlarmi. In quel momento ho intuito che forse mi sarebbe stata chiesta la disponibilità per un altro ruolo. E ho avuto ragione». Qui Zecchin non nasconde il rammarico. «Avrei voluto giocare, davvero, ma avevo già un patentino da allenatore conseguito tre anni fa. Mi hanno chiesto la disponibilità e mi sono preso due giorni di tempo per pensare. Poi ho avvertito che ci stavo. Sul tavolo c'erano anche altri nomi ma adesso sono contento della scelta fatta e di cambiare la mia vita».
Non sarà l’allenatore-giocatore, anche se la categoria lo permetterebbe. «No, assolutamente. Non lo troverei corretto nei confronti dei ragazzi. Penserò solo a stare in panchina. Certo se mi ritrovassi con mezza squadra fuori allora gioco forza lo farei. Ma preferisco di no». Ora il Mestre si ritrova indietro nei preparativi. «C'è una rosa da costruire e i tempi sono brevissimi. Grazie alle conoscenze che ho ancora a Padova, Brescia, Campodarsego sto tastando il polso a ragazzi del '98, del e del 2000 ma molti sono già impegnati e poi cerco almeno tre elementi di esperienza provenienti dalla D o Lega Pro per alzare il tasso della squadra, senza contare uno staff che mi appoggi, dal secondo, al preparatore atletico a quello dei portieri».
«Devo molto a Zironelli che ha creduto in me quando molti mi davano per finito» aggiunge Zecchin dopo una pausa, «e mi piace il suo stile di gioco, per cui cerco giocatori adatti al 3-5-2 o 3-4-3. Poi porterò con me anche il bagaglio degli allenatori avuti quando militavo in B e in C. Come mi vedi nei panni di allenatore? Avevo già deciso di farlo una volta smesso di giocare. Diciamo solo che il problema alla caviglia ha solo anticipato i tempi ma sono sereno perché conosco l’ambiente anche se ci aspetterà una Eccellenza dura con Calvi Noale, Luparense, Treviso e altre due-tre squadre che partono favorite. Ma per noi giocare al Baracca sarà uno stimolo in più per dare il massimo». —
Gian Nicola Pittalis .
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