C’è un altro Maci immortale Lo stadio del Mirano dedicato a Ferruccio Bianchi

Fondatore del club nel 1957, figura storica fondamentale ha trasmesso la cultura della palla ovale nel Miranese

/ MIRANO

Lo stadio di rugby di Mirano verrà intitolato a Ferruccio Maci Bianchi, fondatore del club bianconero nell'ormai lontano 1957. Una figura carismatica, pionieristica per questa cittadina, in cui fu proprio lui a importare dal Polesine la cultura rugbistica. Un uomo di altri tempi, nato nel 1927 a Borsea in provincia di Rovigo, una delle culle della disciplina in Italia. Bianchi ha sempre coltivato la passione per questo sport e, dopo essere arrivato a Mirano nel 1953 con la famiglia, comprese subito le potenzialità del luogo. Con caparbietà fece una breccia nella società locale, tra tante difficoltà e un pizzico di diffidenza che, all'epoca, poteva anche starci. Ma oggi, il Rugby Mirano è la più longeva società di questa disciplina in provincia di Venezia, assieme alla realtà sandonatese. Bianchi diceva "Quando vedo i bambini che giocano a rugby mi commuovo. La cosa più importante per me è questa, più del bel gioco o dei risultati della prima squadra. Mi piace vederli in campo mentre lottano, vanno a contatto tra di loro, imparano a stare insieme e a rispettare l’avversario. Mi da una grande felicità l’idea che i genitori possano portarli in campo, sapendo che in un club di rugby comunque cresceranno bene". Una filosofia che si è tramandata nei decenni da un presidente all'altro, come conferma l'attuale numero uno, Stefano Cibin: "Ferruccio era un uomo speciale che amava profondamente il rugby. Stiamo cercando di portare avanti il suo spirito, le sue gesta e le sue aspirazioni. L'aspetto sociale: prima far diventare uomini e poi atleti, i nostri ragazzi. Ce lo ha insegnato bene e cerchiamo di tramandarlo. Mai come quest’anno, poi, questo aspetto dello sport viene fuori del tutto. Intitolargli lo stadio è un sogno che si realizza, il massimo e il giusto riconoscimento per la figura di 'Maci'. E' solo merito della sua caparbietà, e lungimiranza, se oggi siamo qui. Agli inizi ha dovuto affrontare non poche avversità, ma poi è riuscito a far innamorare del rugby migliaia di persone. Dopo i lavori lo stadio è ora bellissimo, è stato rivalutato alla grande". Ferruccio Bianchi è morto nel settembre 2009, e a dieci anni di distanza, come previsto dalla legge, sia club che Comune si sono attivati subito per l'intitolazione. Ora si attende solo l'inizio del campionato, se andrà tutto bene a fine gennaio, per inaugurare lo stadio e intitolarlo ufficialmente. "E' inutile girarci attorno, a Mirano per il rugby si deve tutto a Bianchi", conferma l'assessore allo Sport Cristian Zara. "Nonostante le difficoltà incontrate con l'appalto, i lavori sono venuti bene, e lo stadio è pronto. Tutta la città deve rendere merito al fondatore di questo club, e a quei giocatori che con lui sono cresciuti e da anni sono la colonna portante del movimento". Simone Bianchi

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