Ovadia, 'Carlin ci ha fatto capire che l'atto di nutrirsi è rivoluzionario'

"Eravamo 'compagni', animati da sentimenti di uguaglianza"

(ANSA) - TORINO, 24 MAG - "Ho conosciuto Carlin 55 anni fa. Eravamo in quella situazione in cui credevano fortemente alla rivoluzione, alla possibilità di trasformare il mondo. Lui si dedicava allora a una radio libera, eravamo 'compagni', animati da sentimenti di uguaglianza. Ridevamo a crepapelle, avevamo una capacità di essere un gruppo di sbandati, capaci di inventare zingarate. Gli sono debitore di grandi e divertenti serate. Lui parlava e creava, bastava che lui lo dicesse e avveniva. Nella più totale semplicità. Mi ripeteva spesso una frase di sua mamma "poc l'è poc, niente l'è trop poc" (poco è poco, niente è troppo poco, in dialetto piemontese, ndr). Noi sognavamo la rivoluzione, lui l'ha fatta, con Slow Food. Ci ha fatto capire che l'atto di nutrirsi è rivoluzionario". A dirlo è stato Moni Ovadia, attore, cantautore e scrittore, nel corso della commemorazione di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, a Pollenzo, frazione di Bra, nel Cuneese. "Arrivare qui senza essere incontrato dal sorriso di Carlin - ha aggiunto - è stata dura. Con lui molto di noi hanno scoperto questa terra leggendaria, la Langa. Terra meravigliosa che ha nutrito Carlin, e lui ha saputo collegare il suo luogo e portarlo nel mondo, dimostrandoci che siamo una sola umanità, che dobbiamo rispettarla e ne siamo custodi, non padroni. Per tutto ciò che farà prosperare quello che questo gigante dell'umanità ha dato, io farò in modo di trovarmi per sostenerlo" ha concluso. (ANSA).

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